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I caleidoscopici mo(n)di di Miles Davis.
Un viaggio attraverso la "svolta elettrica" di una delle figure carismatiche della cultura del'900, attraverso ascolti guidati,
aneddoti e racconti.
Relatore: Enrico Merlin
A posteriori, la svolta elettrica (e l'incontro con il Rock) della fine degli anni '60 si rivela essere stata un passo quasi obbligato
nell'evoluzione artistica di un musicista, spesso criticato proprio per le sue scelte fuori dagli schemi precostituiti.
"Non guardarsi mai indietro..."
L'intera carriera di Miles Davis deve essere considerata come una costante e continua transizione che nulla ha a che vedere ideali
compartimenti stagni.
Miles utilizzava tecniche estremamente raffinate per guidare la band senza bisogno di esplicitazione verbale. In studio, con
l'ausilio di Teo Macero, vennero realizzati veri e propri capolavori nel campo dell'arte del montaggio. La composizione e il
disco visti quasi come un film e non necessariamente quale fotografia sbiadita della realtà.
Le tecniche dei segnali in codice venivano invece usate dal vivo per ricreare l'illusione di un taglio del flusso temporale
oggettivo, in un'utopica visione e manipolazione della realtà che traspare anche dal titolo di un suo celebre disco: "Live-Evil".
I detrattori criticano l'eccessiva semplicità armonica di questa musica, ma forse essi non vedono la parte più importante del
quadro. In realtà ritmi, fraseggi melodici e soprattutto timbri si stratificano dando vita a paesaggi sonori multidimensionali,
che necessitano di ripetuti e attenti ascolti per essere colti nella loro vera essenza.
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Il disco "Bitches Brew" risulta quindi essere il manifesto della filosofia sonora che sta dietro a tutto il movimento, punto di
arrivo della sperimentazione modale e trampolino per nuove sperimentazioni sul versante dell'improvvisazione, dell'organizzazione
del materiale musicale e di innovative tecniche di studio.
"The Sorcerer", "The Prince Of Darkness", "Dark Magus", "Black Devil", sino a "Il Picasso Del Jazz", questi invece gli appellativi
attribuiti a Miles Dewey Davis III (1926 - 1991), leader e catalizzatore di talenti.
La Rassegna Stampa
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